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Call of Duty, il film prende mira: riprese nel 2026 e cast “alla Peter Berg”, tra Mark Wahlberg e Taylor Kitsch

Nuovi rumor sull’adattamento Paramount: ambientazione moderna in stile Modern Warfare e il regista pronto a richiamare le sue star di fiducia

ROMA – Il film di Call of Duty non è più solo un annuncio da comunicato stampa: secondo i nuovi rumor, il progetto Paramount sta iniziando a prendere una forma molto concreta. Stando alle indiscrezioni lanciate dall’insider Daniel Richtman, le riprese del film live-action dovrebbero partire il prossimo anno, con una storia ambientata ai giorni nostri e un cast costruito attorno alle “facce di fiducia” del regista Peter Berg. È il primo vero aggiornamento sostanziale dopo la conferma ufficiale dell’accordo tra Paramount e Activision, che aveva già acceso le fantasie dei fan promettendo un adattamento “epico quanto Top Gun: Maverick” per uno dei franchise videoludici più amati e longevi di sempre.

Un campo di battaglia nel presente: l’ombra di Modern Warfare

La prima novità riguarda proprio l’ambientazione. Il film di Call of Duty dovrebbe svolgersi nel presente, in un contesto di guerra moderna ad alta tecnologia, più vicino a Modern Warfare che alle origini della saga ambientate nella Seconda guerra mondiale. L’idea di puntare su un setting contemporaneo era nell’aria da tempo, ma le ultime voci sembrano rafforzare questa direzione: l’obiettivo sarebbe quello di sfruttare l’enorme popolarità delle campagne moderne e di un immaginario fatto di forze speciali, operazioni sotto copertura, città globali e conflitti “sporchi” lontani dalle linee del fronte tradizionale. Una scelta che, se confermata, consentirebbe al film di parlare direttamente al pubblico che oggi associa Call of Duty soprattutto a droni, operatori scelti e combattimenti asimmetrici, senza rinunciare alla possibilità di raccontare temi come il terrorismo, la geopolitica e il ruolo ambiguo delle potenze occidentali nei teatri di guerra.

Peter Berg richiama la “sua squadra”: Wahlberg, Kitsch e Malkovich nel mirino

L’altro fronte caldo è quello del cast. L’insider Richtman sostiene che Peter Berg avrebbe già iniziato a guardare alla sua personale “stock company”, ovvero a quegli attori con cui ha lavorato più volte in passato e con cui ha creato un’intesa ormai consolidata. In cima alla lista spicca inevitabilmente Mark Wahlberg, volto di film come Lone Survivor, Deepwater – Inferno sull’oceano, Boston – Caccia all’uomo e altre produzioni dirette o prodotte da Berg. Se le indiscrezioni che lo indicano come possibile protagonista si rivelassero fondate, il film assumerebbe subito un’aria da action militare robusto, con un attore di grande riconoscibilità capace di reggere un ruolo da leader di squadra sotto pressione. Accanto a lui, vengono citati anche John Malkovich e soprattutto Taylor Kitsch, già presenti in più progetti del regista. Il primo garantirebbe il carisma necessario per interpretare un alto ufficiale, un politico ambiguo o un antagonista dall’aria glaciale; il secondo, dopo esperienze in titoli come Battleship e Lone Survivor, incarna perfettamente il soldato giovane, segnato dalle missioni e sospeso tra lealtà e traumi personali. Per ora, tutto resta nel territorio del rumor: nessun contratto firmato, nessun annuncio ufficiale. Ma il fatto che Berg stia davvero attingendo dal proprio “parco attori” è un segnale preciso di che tipo di film voglia realizzare: un war movie action, fisico, concentrato su una squadra di personaggi definiti, più che su un eroe solitario.

Sheridan e Berg, coppia d’autore per un action bellico “serio”

Alla sceneggiatura Taylor Sheridan, uno dei nomi più caldi di Hollywood quando si parla di storie legate al mondo militare, alla frontiera e alla legge. Autore di Sicario, Hell or High Water e creatore di Yellowstone, Sheridan ha costruito la propria carriera su racconti dove la violenza non è mai gratuita, ma espressione di mondi durissimi, corrosi dal potere e dal cinismo. Al suo fianco, oltre che dietro la macchina da presa, ci sarà Peter Berg, che nel corso degli anni ha firmato alcuni tra i più noti film d’azione “military” e patriottici della Hollywood recente, da Lone Survivor a Boston, passando per Deepwater. L’accoppiata promette un Call of Duty cinematografico lontano sia dalla spettacolarità fumettistica alla Fast & Furious sia dalla freddezza impersonale di molti film tratti da videogiochi. L’idea, dichiarata già al momento dell’accordo Paramount–Activision, è quella di realizzare un blockbuster bellico capace di coniugare grande spettacolo e tensione emotiva, raccontando non solo le missioni a colpi di set piece esplosivi, ma anche il peso umano della guerra su soldati e civili.

Un progetto che arriva da lontano (e guarda al futuro)

Il film di Call of Duty è il risultato di un corteggiamento che va avanti da anni. Già in passato erano circolati nomi importanti – si è parlato perfino di un coinvolgimento di Steven Spielberg in fasi embrionali – ma i piani erano stati congelati e il progetto sembrava destinato a rimanere nel limbo degli adattamenti mai realizzati. La svolta è arrivata con il nuovo accordo tra Paramount e Activision, che non si limita a mettere in cantiere un singolo film, ma apre la porta a un potenziale universo espandibile tra cinema e TV, sulla scia di altre grandi IP videoludiche che hanno trovato nuova vita sullo schermo. Non a caso, l’obiettivo dello studio è quello di creare un franchise di lungo periodo, capace di raccontare diversi fronti e differenti epoche, proprio come fanno da anni i videogiochi. Se il primo capitolo, ambientato ai giorni nostri, dovesse funzionare al botteghino, non è difficile immaginare sequel ambientati nella Seconda guerra mondiale, in scenari futuristici o in contesti storici differenti, con squadre e protagonisti sempre nuovi.

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