ROMA – Netflix ha dato ufficialmente il via libera alla produzione di “Black Hole”, serie tratta dall’omonimo graphic novel di Charles Burns, un vero e proprio cult dell’horror psicologico e della fantascienza underground. Il progetto, realizzato in collaborazione con New Regency, riceverà un ordine diretto a serie completa — senza passare dalla fase pilota — a conferma della fiducia che la piattaforma ripone nell’adattamento.
La storia è ambientata nella periferia di Seattle negli anni ’70, dove un gruppo di adolescenti viene colpito da una misteriosa malattia sessualmente trasmissibile nota come “The Bug”. Il virus provoca deformazioni fisiche e mutazioni imprevedibili, trasformando la scoperta della sessualità e dell’identità in un incubo corporeo e psicologico. Un racconto disturbante e malinconico, che riflette sulle paure, l’alienazione e la solitudine della giovinezza.
A guidare la Black hole sarà Jane Schoenbrun, autrice dei film We’re All Going to the World’s Fair e I Saw the TV Glow, acclamata per il suo approccio visionario e sperimentale. Schoenbrun scriverà e dirigerà diversi episodi, portando la sua sensibilità queer e onirica in un universo già ricco di simbolismo e inquietudine.
Tra i produttori esecutivi figurano Charles Burns stesso, insieme a Erin Levy, Plan B Entertainment e New Regency. L’adattamento promette di restituire l’estetica cupa e allucinata del fumetto originale, mantenendo intatta la tensione tra body horror e dramma adolescenziale.
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