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Un mondo fantastico | Pippi Calzelunghe, un biopic e la vera storia di Astrid Lindgren

I campi, un figlio perduto e ritrovato, l’amore per i bambini: un biopic racconta la scrittrice

1970: la vera Astrid Lindgren sul set della serie tv Pippi Calzelunghe con la piccola Inger Nilsson.

ROMA – Per essere amati dai bambini ci vogliono due qualità: dar loro affetto incondizionato e farli ridere. Di gusto. Astrid Lindgren le possedeva entrambe, non ne ha mai fatto mistero. Attraverso i personaggi da lei inventati, Pippi Calzelunghe in primis, è riuscita, come altri narratori per l’infanzia, a potenziare le menti di tanti giovani lettori, scatenando la loro fantasia. Può esserci regalo più bello? Purtroppo ancora inedito in Italia, il biopic di Pernilla Fischer Christensen, Becoming Astrid, che avevamo visto qualche tempo fa all’ottava edizione del Nordic Film Festival, mostra un lato nascosto della scrittrice svedese. Una storia privata tanto dolorosa quanto potente nell’impatto che ha poi avuto inevitabilmente sulla sua vita professionale.

A dirlo è stata lei stessa: senza il dolore per la separazione forzata dal figlio, avuto a soli diciotto anni da un uomo più grande di lei, non sarebbe mai diventata l’autrice che è stata. Quello strappo, ricucito grazie ad un atto di coraggio, è stato il detonatore, l’avvio di una carriera segnata da una sensibilità fuori dal comune. Nata il 14 novembre del 1907 a Vimmerby, nella regione dello Småland, Astrid Anna Emilia Ericsson cresce in una famiglia serena, con due genitori che si amano e che si preoccupano per il bene dei loro quattro figli. Coltivano la terra insieme e passano le giornate all’aria aperta, giocando e correndo tra gli alberi, anche durante il gelido inverno svedese. Un imprinting essenziale per il suo stile di scrittura così legato alla descrizione della natura.

Astrid Lindgren
La famiglia Ericsson in una foto di inizio Novecento

La vita di Astrid viene scandita dal lavoro nei campi, dalla scuola, in cui eccelle nelle materie letterarie e dalla messa domenicale, unica circostanza in cui la ragazzina si confronta con una religione dai rigidi precetti morali. Eppure, Astrid è leggera e non si fa spaventare dai sermoni dei pastori. Ha una forte identità e una dote rara: sa usare le parole. A sedici anni entra nel piccolo giornale del paese, il Vimmerby Tidning dove diventa correttrice di bozze e ha l’occasione di redigere qualche pezzo. Qui conosce l’uomo di cui si invaghisce e di cui resta incinta. Non è certo la prima ragazza madre dell’epoca, ma ciò non la protegge dallo scandalo. Si trasferisce a Stoccolma dove frequenta una scuola per segretarie e, dato alla luce Lasse, decide di affidarlo ad una famiglia danese, con la speranza di riprenderlo con sé quanto prima.

Astrid Lindgren nella sua casa

Passano cinque anni prima di poterlo riabbracciare. Anni in cui trova lavoro come segretaria presso l’Automobile Club del Regno e in cui rifiuta la proposta di matrimonio del padre del piccolo, di cui si rende conto di non essere innamorata. Accetta invece quella di Sture Lindgren, felice di accogliere in famiglia anche Lasse. Nel 1934 nasce la secondogenita Karin. Proprio durante una malattia della bimba, Astrid viene spinta a raccontare favole e su ispirazione della figlia, nel 1941, arriva Pippi Calzelunghe, senza dubbio uno dei personaggi più amati dai bambini di tutto il mondo. Una ragazzina forte e senza paura, decisamente monella, che vive da sola in una grande casa con un cavallo e una scimmietta e con due amici, Tommy e Annika.

Astrid Lindgren
Astrid Lindgren e sulla sinistra Inger Nilsson, protagonista della serie dedicata a Pippi Calzelunghe

Quattro anni più tardi, superata la reticenza degli editori che temono di “istigare” i bambini alla ribellione, le storie di quella eroina fuori dal comune, che non ha conosciuto la mamma e il cui papà è prigioniero dei pirati, vengono pubblicate da Rabén & Sjögren. Il resto è noto. Pippi è solo il primo di una serie di successi come Karlsson sul tetto, Rasmus e il vagabondo e Emil (il preferito della Lindgren). Il filo rosso di questi libri? Personaggi liberi e vitali in cui i bambini si rivedono con soddisfazione. «Ricordo bene com’è essere bambini, come un bambino senta e come reagisca», ha detto Astrid in un’intervista, centrando evidentemente il motivo del suo strepitoso successo.

Inger Nisson nei panni di Pippi Calzelunghe

In migliaia le hanno spedito lettere e disegni, ringraziandola per aver contribuito a rendere più bella la loro vita. Ecco il suo segreto: aver amato uno per uno i suoi lettori, avergli regalato un po’ di magia e di coraggio. Femminista, sostenitrice del movimento operaio, in prima linea nella lotta per il riconoscimento dei diritti dei bambini e degli animali, la Lindgren è ancora oggi icona di modernità e libertà. Per parafrasare la sigla della serie televisiva cult dedicata a Pippi: «una come lei non c’è stata mai». E questo perché ha sempre ascoltato la sua bambina interiore. Senza mai averne paura.

Qui potete vedere il trailer ufficiale di Becoming Astrid:

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