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Premio Carlo Lizzani, il Modernissimo di Bologna rinasce e conquista il riconoscimento speciale

A Gian Luca Farinelli il Premio Speciale della 12ª edizione. Il riconoscimento celebra la rinascita della storica sala bolognese, tornata a essere un punto di riferimento per la cultura cinematografica della città

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VENEZIA – Il Cinema Modernissimo di Bologna, rappresentato da Gian Luca Farinelli, riceve il Premio Carlo Lizzani Speciale 2026. Il riconoscimento sarà consegnato oggi, giovedì 10 settembre alle ore 10, all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior del Lido di Venezia, nell’ambito della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, alla presenza del direttore artistico della Mostra Alberto Barbera.

Giunto alla sua 12ª edizione, il Premio Internazionale Carlo Lizzani, promosso dall’Associazione Nazionale Autori Cinematografici, torna a premiare gli esercenti che hanno dimostrato particolare coraggio e capacità di investire nel futuro della sala cinematografica e nella diffusione del cinema di qualità.

Quattro i riconoscimenti assegnati quest’anno, accomunati da una stessa idea della sala come luogo culturale, spazio di incontro e presidio del territorio. Il Premio Carlo Lizzani Europa va a Lorenzo e Ronald Chammah per l’Écoles Cinéma Club di Parigi, mentre i Premi Italia sono assegnati a Giuseppe Gambina per il Cinema Lumière di Ragusa e a Giancarlo Giraud per la Sala d’Essai Don Bosco di Genova Sampierdarena e il Club Amici del Cinema. A Gian Luca Farinelli va invece il Premio Speciale per il Cinema Modernissimo di Bologna.

Il riconoscimento premia un progetto che ha restituito alla città una delle sue sale cinematografiche storiche. Il Modernissimo ha riaperto nel novembre 2023, dopo oltre quindici anni di chiusura e un lungo intervento di recupero, tornando rapidamente a occupare un ruolo centrale nella vita cinematografica bolognese.

La programmazione della sala attraversa oltre un secolo di storia del cinema: dalle prime vedute dei fratelli Lumière alle opere contemporanee, dai restauri alle anteprime, fino agli incontri con registi e autori. Al recupero architettonico si è accompagnata una precisa idea della sala come esperienza collettiva, sostenuta da un apparato tecnologico capace di adattarsi ai diversi formati e linguaggi della settima arte.

È proprio questa dimensione culturale, oltre a quella architettonica, a essere al centro della motivazione del premio: «Per aver restituito alla città una delle sue sale cinematografiche storiche attraverso un importante progetto di recupero e valorizzazione». Una rinascita che, secondo il comitato del Premio, «non si è limitata al restauro dello spazio», ma ha restituito centralità all’esperienza condivisa della visione.

Le quattro realtà premiate raccontano esperienze diverse ma accomunate dalla volontà di mantenere la sala cinematografica al centro della vita culturale.

A Ragusa, il Cinema Lumière, rilevato nel 2004 da Giuseppe Gambina insieme al padre Sebastiano, è oggi l’unica sala rimasta nel centro della città. Da oltre vent’anni rappresenta un riferimento per il cinema d’essai nel territorio ragusano e siciliano, affiancando alla programmazione incontri, rassegne, cineclub, attività per le scuole e iniziative dedicate ai giovani autori.

A Genova Sampierdarena, la Sala d’Essai Don Bosco e il Club Amici del Cinema rappresentano invece una storia di comunità iniziata nel 1976. Sotto la guida di Giancarlo Giraud, la sala continua a proporre cinema italiano ed europeo, rassegne, incontri e iniziative rivolte a pubblici diversi, grazie anche al lavoro dei volontari.

Sul piano internazionale, il Premio Carlo Lizzani Europa va a Ronald Chammah per l’Écoles Cinéma Club di Parigi, sala indipendente a due schermi nel cuore del Quartiere Latino. Dal 2017 il cinema ha fatto della valorizzazione del patrimonio cinematografico e della sua trasmissione alle nuove generazioni una delle proprie principali missioni, con una particolare attenzione alla diffusione del cinema italiano.

La scelta dei vincitori è stata compiuta dal comitato composto da Flaminia Lizzani, Francesco Lizzani e Francesco Ranieri Martinotti, presidente dell’ANAC.

«Abbiamo immaginato questo premio nel 2015 per riempire un vuoto che esisteva nel panorama dei festival», dichiara Martinotti. «Il fatto che l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences abbia previsto, a partire da quest’anno, un riconoscimento anche alle sale cinematografiche dimostra che il Premio Carlo Lizzani è stato un precursore dei tempi».

Per Flaminia Lizzani, i quattro riconoscimenti offrono «una fotografia particolarmente significativa dell’esercizio cinematografico contemporaneo»: dalla rinascita di una sala storica alla tenacia di chi garantisce cinema di qualità in territori dove lo schermo costituisce un vero presidio culturale, fino alla dimensione internazionale della promozione del patrimonio cinematografico italiano.

Un plauso arriva anche dalla sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, che sottolinea il «coraggio di chi crede nella sala come luogo insostituibile di visione e comunità». Borgonzoni dedica inoltre un pensiero speciale al Modernissimo di Bologna, ricordando di aver seguito «passo passo» i lavori di recupero.

Il Premio Carlo Lizzani proseguirà domani, venerdì 11 settembre alle ore 14, sempre all’Italian Pavilion, con l’assegnazione del Premio Carlo Lizzani – Film 2026. Saranno gli esercenti premiati a scegliere congiuntamente, tra i film italiani presenti alla 83ª Mostra, l’opera ritenuta più meritevole. Il film vincitore sarà quindi «adottato» dai quattro esercenti, che si impegneranno a promuoverlo e sostenerlo nelle proprie sale.

Il Premio Carlo Lizzani è realizzato con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e di AUT-AUTORI, in collaborazione con ANEC, ACEC e FICE.

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