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Backrooms è solo l’inizio: Hollywood punta sulle creepypasta con due nuovi film

Da The Backrooms a The Mandela Catalogue fino a Siren Head: le leggende horror nate sul web stanno conquistando il cinema e aprono la strada a una nuova stagione dell’analog horror.

ROMA – Backrooms è solo l’inizio. Fino a qualche tempo fa era impensabile realizzare un lungometraggio su fenomeni nati e diventati virali sul web, ma oggi la situazione è cambiata: il rapporto tra YouTube e cinema è più stretto che mai.

L’universo dell’horror continua a conquistare il cinema. Dopo il successo di Backrooms, Hollywood sembra guardare con sempre maggiore attenzione ai fenomeni virali nati sul web. Come si spiega il successo delle creepypasta? Serie e piccole leggende diffuse su internet catturano sempre più l’attenzione dei grandi produttori cinematografici, che sembrano aver intuito il potenziale di questi fenomeni virali, capaci di conquistare soprattutto la Gen Z.

Kane Parsons ha esordito con Backrooms, costruendo l’intera pellicola sul misterioso tema di queste “stanze oniriche” e ottenendo un enorme successo. Sempre su questo filone sembrano orientarsi anche Steven Spielberg e Zach Cregger. Il regista di Disclosure Day ha recentemente annunciato la produzione di un nuovo progetto dedicato a The Mandela Catalogue, serie antologica horror che segue l’invasione di entità capaci di assumere l’aspetto degli esseri umani. Alex Kister, creatore della serie, dovrebbe restare al timone anche della produzione cinematografica.

A dominare la suspense nei classici horror sono sempre stati vampiri, creature possedute e pagliacci spaventosi, ma l’attenzione si è progressivamente spostata verso un nuovo immaginario, dimostrando che alcune idee nate online possono funzionare anche in un contesto produttivo molto più ampio.

Storie anonime pubblicate su forum e social network hanno dato vita a personaggi iconici, come Slender Man o Jeff the Killer, capaci di conquistare milioni di lettori grazie alla viralità di internet. A differenza dei mostri tradizionali, queste figure sembrano appartenere al nostro presente: si diffondono attraverso immagini, video, post e leggende digitali, rendendo il confine tra realtà e finzione sempre più sottile.

A confermarlo è il nuovo film diretto da Zach Cregger, regista di Weapons, dedicato a Siren Head: Warner Bros. si è assicurata i diritti del mostro virale creato da Trevor Henderson nel 2018. Da semplice disegno pubblicato online, Siren Head ha rapidamente fatto il giro del web, diventando protagonista di video animati su YouTube e delle teorie dei fan.

È una tendenza recente, esplosa con l’uscita di Backrooms, ma i veri appassionati dell’horror ricorderanno Slender Man, distribuito da Warner Bros., che aveva già provato a portare sul grande schermo una delle creepypasta più celebri di internet. La storia segue quattro ragazze che, dopo aver evocato Slender Man, iniziano a essere perseguitate da questa misteriosa figura fino alla scomparsa di una di loro.

Slender Man sembra aver anticipato quella che oggi appare come la nuova frontiera dell’analog horror, un sottogenere che si distingue dalle strutture narrative più tradizionali e che affascina soprattutto le nuove generazioni grazie ai misteri irrisolti e alle leggende nate sul web.

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