ROMA – C’è un pezzo di Italia che abbiamo imparato a conoscere attraverso il cinema. Un’Italia ironica e malinconica, popolare e politica, capace di ridere della propria miseria senza mai smettere di guardarla in faccia. E gran parte di quello sguardo porta una firma precisa: Age & Scarpelli.
Con Riusciranno i nostri eroi – Il cinema di Age & Scarpelli, il regista Marco Spagnoli prova a ricostruire l’eredità artistica e culturale di Agenore Incrocci e Furio Scarpelli, la coppia di sceneggiatori che ha attraversato decenni di cinema italiano lasciando un segno impossibile da cancellare. Il documentario sarà presentato in anteprima alla 22ª edizione del Biografilm Festival di Bologna, l’8 giugno al Cinema Modernissimo, alla presenza del regista e degli autori Giacomo Scarpelli, Michele Scarpelli e Chiara Menichetti.
Più che un semplice racconto biografico, il film sembra voler entrare dentro il cuore del loro modo di scrivere: quella capacità quasi irripetibile di tenere insieme commedia e tragedia, leggerezza e dolore, trasformando il cinema in uno specchio lucidissimo dell’Italia del dopoguerra. Perché nelle oltre centoventi sceneggiature firmate da Age & Scarpelli non ci sono soltanto personaggi memorabili e dialoghi entrati nella memoria collettiva, ma anche un archivio emotivo del nostro Paese.
Attraverso immagini di repertorio e testimonianze di registi, scrittori e attori – da Francesca Archibugi ai Manetti bros., passando per Paolo Virzì, Valerio Mastandrea, Ricky Tognazzi e Sandro Veronesi – il documentario ripercorre il modo in cui il loro cinema abbia raccontato fame, dignità, amicizia, amore e giustizia sociale. Temi profondamente italiani, ma anche universali.
Il titolo scelto da Spagnoli non è casuale: Riusciranno i nostri eroi richiama immediatamente quell’epoca di cinema in cui gli sceneggiatori erano veri autori, figure capaci di imprimere un’identità fortissima ai film che scrivevano. Ed è forse proprio questo uno dei punti più interessanti del documentario: ricordare quanto la scrittura di Age & Scarpelli fosse riconoscibile, potente e centrale nel definire il tono di un’opera.
Prodotto da Italian International Film e Agata Produzioni in collaborazione con Rai Documentari, il documentario ha una durata di 95 minuti ed è stato realizzato con il contributo del Ministero della Cultura. Un viaggio dentro due carriere straordinarie, ma anche dentro una certa idea di cinema italiano: colto ma popolare, politico ma umano, capace ancora oggi di parlare al presente.





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