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RECENSIONI I Samsa, il corto che trasforma il cibo in riscatto: sogni e identità tra migrazione e inclusione

Dal successo al Giffoni School Experience al racconto di un giovane immigrato aspirante chef, il film di Gianpiero Pumo unisce cucina e memoria in una storia intensa ambientata tra Palermo e il Belice

ROMA – Samsa, il nuovo cortometraggio scritto e diretto dal palermitano Gianpiero Pumo, tra sogni, cucina e inclusione. Un’opera intima e toccante, reduce dal trionfo al Giffoni School Experience 5, che intreccia il dramma dell’immigrazione e resilienza trasformando l’arte culinaria  in uno strumento di riscatto sociale. Il protagonista, Nasìr (interpretato da Abdoulie Manjang) è un talentuoso ragazzo africano aspirante cuoco, appena arrivato in Italia, che affronta la prova decisiva per entrare in una prestigiosa scuola di cucina, preparando un piatto (davanti a uno chef stellato) che deve racchiudere non solo tecnica e creatività, ma anche la storia della sua vita. Il cibo come linguaggio universale diventa metafora di integrazione e condivisione, ponte culturale attraverso cui il giovane immigrato può esprimere il proprio vissuto, superare le barriere culturali e cercare una nuova occasione in un mondo che lo guarda con diffidenza.

Filippo Luna in una scena del cortometraggio

L’impeccabile sceneggiatura, trasforma la preparazione della ricetta (un dolce tipico della cucina algerina e tunisina) in un’allegoria del viaggio tormentato di Nasìr in Italia (tra ricorrenti flashback), dove ogni ingrediente rappresenta un puzzle della sua memoria, della sua cultura e tradizione magrebina. Ambientato tra  Palermo e la riserva del Belice (in provincia di Trapani), il corto affronta con delicatezza i temi della multiculturalità, del diritto di inseguire i propri sogni e speranze. Il giovanissimo Abdoulie Manjang offre una performance toccante e magnetica nel ruolo di Nasìr, affiancato dall’abile maestria di Filippo Luna, dagli allievi della Scuola di Cinema Piano Focale e dai migranti ospiti del centro di accoglienza cittadino. Samsa, presentato in anteprima nel 2025 al Cinema De Seta di Palermo in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, si allontana dai classici stereotipi del cinema di cronaca sull’immigrazione per concentrarsi sul talento, l’aspirazione, la ricerca di identità e la conquista dei diritti umani.

Un frame tratto dal cortometraggio

La regia di Gianpiero Pumo è chiara, intima e attenta ai dettagli visivi del piatti (la fotografia è curata da Andrea Orlando mentre le musiche sono di Jack  Scinardo Tenghi) e riesce a trasmettere calore ed empatia senza mai incorrere nel compiacimento. Ne consegue un racconto partecipato, breve ma intenso, corale profondamente autentico , che unisce linguaggio cinematografico e responsabilità sociale, realtà e speranza, che fa riflettere e, al contempo, riesce a toccare il cuore. Nato con una forte impronta locale, Samsa, distribuito da Premiere Film, è stato  prodotto  da Eikona Film e Cinestar in collaborazione con il Progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) e sostenuto dal Progetto SAI (Sistema Accoglienza Integrazione) e I.N.F.A.O.P. – con il patrocinio della Palermo Film Commission e Amnesty International Italia. “Samsa” ha inoltre appena ricevuto La Menzione speciale Basso Sebino, all 20ª edizione di IFF Integrazione Film Festival a Bergamo.

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