ROMA – Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi. La distribuzione italiana è curata da ZaLab, che porterà il documentario in oltre 100 proiezioni in più di 30 città. Tra il 14 e il 21 aprile, il film sarà protagonista di un tour nazionale accompagnato dal regista Andrea Segre, con tappe previste in numerosi centri tra cui Bologna, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Cagliari, Genova e Padova.
Al centro della storia c’è Pavel Talankin, detto Pasha, un insegnante molto stimato in una piccola città russa. Il suo approccio empatico e creativo lo rende un punto di riferimento per gli studenti, trasformando la scuola in uno spazio di dialogo e libertà. Tuttavia, con l’inizio della guerra in Ucraina, anche l’ambiente scolastico cambia drasticamente: le lezioni si caricano di retorica patriottica, nascono organizzazioni giovanili a carattere militare e l’educazione diventa un mezzo di consenso. Nel suo ruolo di videomaker scolastico, Pasha è incaricato di documentare le attività ufficiali, ma decide di utilizzare la telecamera per raccontare ciò che accade realmente. Ne nasce un reportage intimo e potente che mostra la progressiva normalizzazione della guerra e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Un lavoro che, da testimonianza personale, si trasforma in atto di resistenza, fino alla decisione di lasciare la Russia per far conoscere al mondo quelle immagini.
Il progetto è stato realizzato nell’arco di due anni, dal 2022 al 2024, periodo in cui Talankin ha documentato dall’interno la trasformazione del sistema educativo. Oggi vive in Europa.
Il documentario ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui il World Cinema Documentary Special Jury Award al Sundance Film Festival, il BAFTA come miglior documentario e l’Oscar nella stessa categoria. In Italia era stato presentato in anteprima al Biografilm Festival 2025, all’interno del progetto “Nuovo Cinema Coraggioso”, coinvolgendo studenti in un confronto diretto con gli autori. Con il suo arrivo nelle sale italiane, il film si propone come una riflessione urgente sul rapporto tra educazione, potere e libertà, offrendo una testimonianza diretta di grande impatto umano e politico.
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