ROMA – È tutto pronto. Oggi, 17 gennaio, il cinema europeo si ritrova a Berlino per la 38ª edizione degli European Film Awards, la cerimonia organizzata dalla European Film Academy che celebra ogni anno le voci più vive, radicali e necessarie del continente.
Arriviamo a questo appuntamento con numeri importanti: 67 film selezionati, 34 Paesi rappresentati e una presenza italiana che quest’anno pesa, eccome. Sono sette i titoli italiani in shortlist, tra autori affermati e nuove traiettorie del nostro cinema, a conferma di una stagione particolarmente fertile e coraggiosa.
Un’edizione speciale anche per noi: Hot Corn accompagna gli European Film Awards come media partner italiano ufficiale della European Film Academy. Un modo naturale di stare dentro al cinema che amiamo raccontare: seguendolo, attraversandolo, vivendo i suoi momenti chiave.
Sette film, sette sguardi sull’Italia
Duse – Pietro Marcello
Un ritratto intimo e visionario di Eleonora Duse, dove memoria, corpo e mito si fondono in un cinema che riflette sul tempo e sull’eredità artistica.Fuori – Mario Martone
Libertà, appartenenza e identità attraversano un racconto politico e umano, nel solco più profondo del cinema di Martone.La Grazia – Paolo Sorrentino
Uno dei ritorni più attesi dell’anno: ironia, malinconia e fragilità umana filtrate da uno sguardo che continua a interrogare il potere e la bellezza.Fiume o morte! – Igor Bezinović
Una coproduzione italo-croata che rilegge l’impresa di Fiume in chiave visionaria, sospesa tra utopia, memoria e disillusione.Balentes – Giovanni Columbu
L’animazione italiana torna protagonista con un racconto radicato nella Sardegna più profonda, tra mito, poesia e resistenza culturale.Common Pear – Gregor Božič
Una delicata coproduzione tra Italia e Slovenia che usa la natura come archivio emotivo di perdita, memoria e rinascita.The Eggregores’ Theory – Andrea Gatopoulos
Un esperimento concettuale che intreccia filosofia e intelligenza artificiale, confermando una delle voci più promettenti del nuovo cinema italiano.
Dal realismo politico di Martone alla grazia sospesa di Sorrentino, dalla forza poetica di Columbu alla sperimentazione di Gatopoulos, l’Italia si presenta a Berlino come uno dei cuori pulsanti di questa edizione.
L’Europa sullo schermo
Accanto ai titoli italiani, la shortlist riunisce alcune delle opere europee più discusse dell’anno: The Substance di Coralie Fargeat, A Real Pain di Jesse Eisenberg e Green Border di Agnieszka Holland. Film diversi per stile e linguaggio, ma uniti dal desiderio di interrogare il presente: potere, identità, confini, memoria.
È questo il senso più profondo degli European Film Awards: non solo premiare, ma mettere in dialogo le voci del cinema europeo, costruendo ponti tra generazioni, Paesi e visioni.
Berlino è oggi
L’attesa è finita. Berlino accende i riflettori e il cinema europeo si racconta, ancora una volta, come uno spazio comune fatto di storie, domande e immaginazione.
Noi ci saremo. Perché il cinema, quando è vivo, non conosce confini.
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