ROMA – Alla Festa della Rivoluzione è un film che affronta un periodo cruciale – e spesso fin troppo oscurato – della storia italiana. Noi di Hot Corn abbiamo intervistato Riccardo Scamarcio e Maurizio Lombardi, con i quali abbiamo discusso dell’importanza di quel momento storico, del modo in cui il film lo racconta e della forza visionaria di Gabriele D’Annunzio. Scamarcio ha parlato del suo personaggio, Pietro, sottolineandone l’ambiguità e il fascino, elementi che lo hanno reso particolarmente stimolante da interpretare. L’attore ha raccontato come il rapporto con l’ambiguità sia qualcosa che conosce bene e che vive anche dentro di sé, in quanto interprete abituato a dare vita a personalità diverse. Lombardi, invece, ci ha raccontato quanto si sia divertito a vestire i panni di D’Annunzio, lavorando a stretto contatto con il regista per restituire sullo schermo le straordinarie capacità camaleontiche del poeta. Ha però precisato di non sentirsi vicino a D’Annunzio, sostenendo che di lui “ce ne sia solo uno”. Questo film, hanno raccontato entrambi, li ha profondamente coinvolti, permettendo loro di riscoprire un’epoca complessa e di fondamentale importanza per la storia del nostro Paese.
Alla Festa della Rivoluzione mette in scena il periodo che precede l’ascesa del fascismo, ruotando intorno alla storia di Beatrice, una spia russa che si trova ad assistere a un attentato contro Gabriele D’Annunzio durante la festa di insediamento della città-stato. La vita di Beatrice si intreccia con quella di Pietro, capo dei servizi segreti italiani, e di Giulio, un disertore anarchico. Tutti e tre dovranno affrontare intrighi politici, amori impossibili e una profonda sete di vendetta, sullo sfondo di un periodo storico cruciale per l’Italia. Il film è ripreso dal romanzo di Claudia Salaris e porta la regia di Arnaldo Catinari.
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