ROMA – Dopo anni di attesa e una produzione segnata da rinvii, Euphoria si avvicina (finalmente) alla sua terza stagione. Sydney Sweeney, volto amatissimo della serie targata HBO, ha rivelato di essere pronta a concludere le riprese, descrivendo il ritorno sul set come “un ritrovarsi a casa”. Molti dei membri della troupe e del cast originario sono ancora coinvolti, e per l’attrice questo ha contribuito a creare un’atmosfera familiare, ma anche consapevole del tempo trascorso: «Ero ventenne quando abbiamo girato il pilota, e ora mi sento una persona diversa», ha raccontato in recenti interviste.
La nuova stagione di Euphoria cambierà di tono e ambientazione. Dopo aver raccontato gli eccessi, le fragilità e le ossessioni dell’adolescenza, la serie compie un salto in avanti, portando i personaggi oltre le mura del liceo e dentro la vita adulta. Jacob Elordi, che interpreta Nate, ha anticipato che la terza stagione sarà “più libera e sperimentale”, segno che lo show di Sam Levinson vuole crescere insieme al suo pubblico. HBO non ha ancora confermato una data d’uscita, ma è probabile che i nuovi episodi non arrivino prima del 2026.
Dalla ribellione di Cassie al mito di Kim Novak
Parallelamente al ritorno in Euphoria, Sydney Sweeney è impegnata su un altro progetto importante: vestirà i panni della leggendaria attrice Kim Novak nel biopic Scandalous!, diretto da Colman Domingo. Il film racconterà l’ascesa e le controversie della diva di Vertigo, icona glamour e figura complessa del cinema americano degli anni ’50 e ’60. Sweeney ha dichiarato di sentirsi già profondamente connessa al personaggio: «Novak è stata una donna che ha vissuto sotto l’occhio pubblico, cercando di mantenere il controllo sulla propria immagine — un’esperienza che oggi molte attrici possono comprendere». L’attrice ha inoltre espresso il desiderio di incontrare Novak prima delle riprese, per assorbire da vicino la sua eleganza e la sua forza silenziosa.
L’evoluzione di un volto simbolo
Un doppio percorso, dunque, per Sydney Sweeney: da Cassie, simbolo delle fragilità contemporanee, a Kim Novak, emblema di un’epoca d’oro e delle sue ombre. Due ruoli distanti ma uniti da un filo comune — quello di un’attrice che vuole raccontare le donne nella loro verità più complessa, tra vulnerabilità e potere.
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