ROMA – La regista Emanuela Rossi parla ai microfoni di Hot Corn della genesi di Eva, il suo ultimo film, offrendo uno sguardo intimo e personale sulle motivazioni che l’hanno spinta a realizzarlo. Nel corso dell’intervista, Rossi racconta come il progetto sia nato da un’urgenza espressiva profonda, legata al suo vissuto emotivo e alla necessità di dare forma, attraverso il cinema, a inquietudini e riflessioni sul presente. Il film affronta infatti tematiche scottanti e attuali, mettendo in discussione il rapporto tra innocenza e corruzione, natura e società contemporanea.
Al centro della storia c’è una protagonista enigmatica: una donna che vive isolata nei boschi dell’Umbria, lontana dalla civiltà, e che sembra guidata da una missione interiore tanto radicale quanto controversa. Convinta di agire per il bene, la donna rapisce dei bambini con l’intento di “salvarli” da un mondo che percepisce come irrimediabilmente inquinato, non solo dal punto di vista ambientale ma anche morale. Attraverso questo personaggio complesso e disturbante, Rossi costruisce un racconto che sfida lo spettatore, invitandolo a interrogarsi sui confini tra giusto e sbagliato e sulle derive estreme che possono nascere da un desiderio di protezione assoluta.
Qui la nostra video intervista





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