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L’estate che finì due volte: Matteo Incollu debutta a Locarno con una storia tra fantasmi, amicizia e perdita

Il film, interpretato da Ginevra Mascia, Noé Frei Cruzinha, Felice Montervino e Francesca Spano, è stato presentato in prima mondiale nel concorso Locarno Kids Screenings della 79ª edizione del Locarno Film Festival

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LOCARNO – È stato presentato ieri in prima mondiale e in concorso nella sezione Locarno Kids Screenings della 79ª edizione del Locarno Film Festival L’estate che finì due volte (The summer that ended twice), il nuovo film di Matteo Incollu, con Ginevra Mascia, Noé Frei Cruzinha, Felice Montervino e Francesca Spano.

Ambientato tra i paesaggi selvaggi e sospesi della Sardegna, il film racconta la storia di Alessandra, undici anni, una bambina che, dopo essere entrata nella casa maledetta temuta da tutti nel paese, scopre di possedere un dono inquietante: riesce a vedere i morti.

Da quel momento la realtà intorno a lei cambia. Donne vestite di nero, uomini spettrali che emergono dalle acque del lago, bambini senza nome immobili sotto il sole dell’estate popolano il suo sguardo. Ma tra le tante presenze che Alessandra riesce a vedere ce n’è una che continua a mancare: quella di sua madre, scomparsa da tempo.

Alessandra vive sola con il padre, un musicista jazz, in una vecchia casa ai margini del mondo dei vivi. Nel tentativo di comprendere ciò che le sta accadendo e di ricostruire il proprio passato, cerca sostegno nel suo amico Matteo. L’amicizia tra i due, però, entra in crisi proprio mentre Alessandra si lascia sempre più attrarre da quella dimensione misteriosa che si apre davanti ai suoi occhi.

Tra onirico e reale, L’estate che finì due volte affronta il tema della perdita e del desiderio di trattenere chi non c’è più, mettendo al centro il rapporto delicato tra genitori e figli e il valore salvifico dell’amicizia. Un racconto di formazione in cui il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventa anche metafora del difficile passaggio dall’infanzia a una nuova consapevolezza.

Il film è una produzione Mommotty, in associazione con Terra de Punt, realizzata con il contributo della Regione Sardegna – Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, con il sostegno della Fondazione Sardegna Film Commission – Fondo Sardegna Ospitalità, del Comune di Cagliari – Film Commission e della Fondazione di Sardegna.

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