GARDA – Dal 10 al 14 giugno, con una speciale pre-apertura il 9 giugno, il lago di Garda torna a trasformarsi in uno dei luoghi più cinematografici dell’estate italiana. La sesta edizione del Garda Cinema Film Festival sceglie infatti un tema tanto semplice quanto necessario: “Cercando la felicità”. Non come fuga dalla realtà, ma come tentativo di attraversarla con uno sguardo diverso, più umano, più aperto, più fragile.
Diretto dal giornalista e critico Franco Dassisti e organizzato dall’associazione La Decima Musa, il festival conferma ancora una volta la sua identità: un luogo in cui il cinema incontra il pubblico senza filtri, tra proiezioni sotto le stelle, conversazioni intime e storie capaci di parlare del presente.
Ad aprire simbolicamente il festival sarà Isabella Ferrari, protagonista della serata-evento del 9 giugno. L’attrice riceverà il Premio Shooting Star e presenterà Nel tepore del ballo di Pupi Avati, racconto tra caduta pubblica e memoria personale ambientato tra Roma e Jesolo. Un’occasione per ripercorrere una carriera che attraversa quarant’anni di cinema italiano, tra autori, film popolari e personaggi diventati iconici.
Ma il programma delle Garda Cinema Nights è costruito come una vera mappa emotiva del cinema italiano contemporaneo. Sul lungolago arriverà anche Giorgio Pasotti con Io non ti lascio solo di Fabrizio Cattani, racconto sospeso tra noir, romanzo di formazione e avventura emotiva. Accanto a lui verrà premiato Giorgio Colangeli con il Premio alla Carriera, mentre Milvia Marigliano accompagnerà La grazia di Paolo Sorrentino, film che la vede tra i volti più forti dell’universo del regista napoletano.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è anche quello con Giovanni Esposito, che presenterà Nero, suo debutto alla regia. Un’opera che abbandona i territori della commedia per muoversi verso un melodramma oscuro e quasi fantastico, dove un piccolo criminale scopre di possedere un dono tanto straordinario quanto devastante.
Ci sarà spazio anche per il primo film da regista di Massimiliano Gallo, La salita, dedicato alla vera esperienza teatrale di Eduardo De Filippo nel carcere di Nisida negli anni Ottanta. Un progetto che unisce memoria, teatro e reinserimento sociale attraverso uno sguardo profondamente umano.
E poi il finale, affidato alla nostalgia generazionale di Cena di classe di Francesco Mandelli, ispirato all’omonimo brano dei Pinguini Tattici Nucleari. Una reunion tra ex compagni di liceo che diventa il pretesto per parlare di ciò che siamo diventati, tra ironia, rimpianti e segreti mai davvero risolti. Con Mandelli arriverà anche Andrea Pisani per una chiusura più leggera, ma non meno emotiva.
Accanto ai film italiani, Garda Cinema continua però a puntare fortissimo sul racconto breve. Il Concorso Internazionale Cortometraggi porterà sul lago 33 opere tra fiction e documentari provenienti da tutto il mondo, tra titoli nominati agli Oscar, storie ambientate a Gaza, racconti sull’identità, sulla disabilità, sui confini e sulla memoria.
Tra i corti più attesi ci sono A Friend of Dorothy con Miriam Margolyes e Stephen Fry, il candidato all’Oscar d’animazione Retirement Plan, il vincitore del David di Donatello Everyday in Gaza e numerosi lavori italiani che attraversano generi e sensibilità diverse, dall’animazione al cinema sociale.
A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera sarà la location stessa del festival: le serate si svolgeranno nel cortile del Municipio affacciato sul lungolago Regina Adelaide, trasformato per l’occasione in un’arena cinematografica all’aperto, mentre la Sala Congressi ospiterà le proiezioni del concorso. Nel programma anche una mostra dedicata all’artista Pasqualin Milesi, a confermare la volontà del festival di creare un dialogo continuo tra cinema e arti visive.
In un momento storico in cui il cinema sembra sempre più veloce, rumoroso e frammentato, Garda Cinema sceglie invece di fermarsi. Guardare. Ascoltare. E provare a capire se, in fondo, la felicità possa ancora essere raccontata attraverso uno schermo.





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