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And Just Like That, il creatore sul futuro: «Forse diventerà un cult (ma per ora è finita)»

Michael Patrick King riflette sull’eredità del revival di Sex and the City: tra critiche, cambiamenti e la possibilità di essere rivalutato nel tempo

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ROMA – Quando And Just Like That… è arrivata nel 2021, il peso dell’eredità era enorme. Riportare in vita Sex and the City dopo quasi vent’anni significava inevitabilmente confrontarsi con aspettative altissime — e con un pubblico poco disposto ad accettare cambiamenti. Oggi, a distanza di tre stagioni e con la serie ufficialmente conclusa, il suo creatore Michael Patrick King guarda al progetto con una prospettiva diversa: meno legata al presente, più aperta al tempo.

“Sarà rivalutata”: la scommessa sul futuro

Secondo King, il destino di And Just Like That… potrebbe essere simile a quello di altri suoi lavori, inizialmente fraintesi e poi diventati cult. Il creatore ha spiegato che la percezione di una serie può cambiare nel tempo, sottolineando come il revival potrebbe “invecchiare bene” e trovare una nuova lettura negli anni a venire. Una dichiarazione che ribalta la narrativa dominante: se oggi il giudizio è stato spesso diviso, domani potrebbe essere completamente diverso.

Il vero nodo: i personaggi che cambiano

Alla base delle reazioni contrastanti c’è un elemento chiave: l’evoluzione dei personaggi. King ha sempre avuto un’idea precisa: non replicare Sex and the City, ma raccontare cosa succede a Carrie, Miranda e Charlotte vent’anni dopo. Donne diverse, in una fase diversa della vita, alle prese con nuove regole sociali e nuove fragilità. Il problema? Il pubblico, spesso, non vuole vedere cambiare i personaggi che ama. Preferisce ritrovarli esattamente come li ricordava. Ed è qui che nasce la frattura tra intenzione autoriale e ricezione.

Una chiusura consapevole (almeno per ora)

La terza stagione, andata in onda nel 2025, è stata pensata come un punto finale. Lo stesso King ha spiegato che, scrivendo gli ultimi episodi, ha percepito chiaramente che la storia aveva raggiunto il suo compimento. Una scelta condivisa anche con Sarah Jessica Parker, che ha sostenuto la decisione di chiudere senza forzare ulteriormente il racconto. Se da un lato King considera concluso il suo percorso creativo con questi personaggi, dall’altro il futuro resta aperto — almeno teoricamente. Lo stesso autore ha lasciato intendere che, magari tra anni, qualcun altro potrebbe tornare su questo progetto. E anche il cast non ha chiuso del tutto la porta: Sarah Jessica Parker ha più volte suggerito che un ritorno sarebbe possibile, ma solo in presenza di un’idea davvero forte.

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