ROMA – C’è stato un momento in cui l’Italia si fermava davanti a un pappagallo. E poi un altro momento in cui l’Italia si fermò davanti alle manette. Portobello è il racconto di quel cortocircuito. Di quella vertigine improvvisa che trasforma un volto amatissimo in un imputato. Di un successo televisivo che si spezza in diretta, sotto gli occhi di tutti. Marco Bellocchio torna su una delle storie più traumatiche della nostra memoria: l’arresto di Enzo Tortora nel 1983. Ma lo fa senza cercare il rumore. Senza gridare. Sceglie lo sguardo, la complessità, le crepe.
In occasione dell’uscita della serie su HBO Max il 20 febbraio, abbiamo incontrato Romana Maggiora Vergano, Barbora Bobulova e Irene Maiorino. Con loro abbiamo parlato di responsabilità, di peso emotivo, di cosa significa entrare in una storia che non è solo cronaca ma ancora coscienza civile. Perché Portobello non è nostalgia anni ’80. È una domanda apertissima sul rapporto tra media, giustizia e opinione pubblica. È il racconto di quanto sia fragile la reputazione quando il racconto supera i fatti. Nella nostra intervista le protagoniste ci raccontano il lavoro sul set, la visione di Bellocchio e la delicatezza di riportare sullo schermo una ferita che non si è mai davvero chiusa.
VIDEO | Guarda qui l’intervista completa:





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