ROMA – Le storie di domani cominciano da chi oggi trova il coraggio di scriverle. E proprio alle nuove voci della serialità italiana è dedicata La Bottega della Sceneggiatura, il progetto di formazione e sviluppo ideato da Premio Solinas e Netflix, arrivato alla sua quarta edizione. Il 4 novembre, a Roma, sono stati annunciati i vincitori di un percorso che continua a investire sulla creatività emergente, sulla pluralità degli sguardi e sulla possibilità di trasformare una passione in una professione. Noi eravamo presenti alla cerimonia di premiazione, proseguendo un percorso di attenzione verso il lavoro del Premio Solinas, che abbiamo seguito anche in Sardegna in occasione della sua ultima edizione. Due appuntamenti differenti, uniti dalla stessa convinzione: per immaginare il futuro del cinema e della serialità italiana bisogna cominciare da chi le storie le scrive.
Ad aggiudicarsi il primo premio, del valore di 7.000 euro, è stato Sangue caldo di Iris Aresu e Mattia Salvetti, un progetto che esplora l’adolescenza contemporanea attraverso personaggi complessi, contraddittori e alla ricerca del proprio posto nel mondo. Al centro del racconto ci sono il bisogno di appartenenza, la costruzione dell’identità e la difficoltà di immaginare un futuro quando persino concedersi il lusso di sognare sembra diventato qualcosa di cui vergognarsi. Un ritratto della provincia italiana che, secondo le motivazioni della giuria, riesce ad allontanarsi dagli stereotipi grazie a una scrittura capace di alternare ironia, crudezza e tenerezza. Una storia generazionale che trova la propria forza proprio nelle sue contraddizioni, raccontando ragazzi che si difendono attraverso il cinismo, senza però rinunciare del tutto ai propri desideri.
Il secondo premio è stato assegnato ex aequo, con un riconoscimento di 2.000 euro per ciascun progetto, a Due culture e mezza di Nawal Chouaf e Imane Kamil e Uforia di Edoardo Melchioretto e Giorgia Conigliaro. Il primo ci porta nel quartiere Barriera di Milano, a Torino, tra le strade e le contraddizioni di una realtà popolare e multiculturale. Attraverso il linguaggio della commedia, Due culture e mezza affronta il tema dell’identità culturale e di cosa significhi crescere imparando continuamente a mediare tra appartenenze, aspettative e modi diversi di essere sé stessi. Un racconto che sceglie la leggerezza senza rinunciare alla complessità. Con Uforia, invece, si cambia completamente universo narrativo. Gli incontri ravvicinati con gli UFO diventano il punto di partenza di una storia popolata da antieroi fragili, buffi e profondamente umani. Dietro l’assurdità delle situazioni si nascondono temi universali come l’amicizia, la perdita e la difficoltà di accettare alcune verità. Una commedia che mescola malinconia e surrealtà, trovando nella sua originalità uno dei principali punti di forza.
Ma La Bottega della Sceneggiatura non si esaurisce con l’assegnazione dei premi. L’iniziativa nasce infatti con l’obiettivo di offrire ai giovani autori e alle giovani autrici un’occasione concreta di formazione e confronto con l’industria audiovisiva. Il percorso prevede diverse fasi di sviluppo, durante le quali i partecipanti lavorano ai propri progetti di serialità affiancati da professionisti del settore. Tra i mentori e giurati di questa edizione figurano, tra gli altri, Alessandro Fabbri, Laura Luchetti, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo, Davide Serino e Monica Rametta. Un’opportunità che potrebbe proseguire anche oltre la premiazione: gli autori dei progetti vincitori potranno infatti ricevere, a discrezione di Netflix, una proposta di collaborazione come assistenti sceneggiatori all’interno della Writers’ Room di una produzione seriale che coinvolge la piattaforma. Particolare attenzione è riservata alla rappresentazione di prospettive e identità ancora poco presenti nel panorama audiovisivo, con l’intenzione di ampliare le possibilità narrative della serialità italiana e dare spazio a esperienze differenti.
Dopo aver seguito il Premio Solinas in Sardegna, Hot Corn ha ritrovato a Roma una delle anime fondamentali del progetto: la volontà di accompagnare nuovi autori nel passaggio dall’idea alla scrittura professionale. In un panorama audiovisivo che continua a interrogarsi su quali storie raccontare e su come intercettare le nuove generazioni, iniziative come La Bottega della Sceneggiatura ricordano quanto sia importante investire non soltanto sui prodotti finiti, ma anche sui processi creativi e sulle persone che li rendono possibili. E i tre progetti premiati quest’anno, pur diversissimi tra loro per linguaggio, ambientazione e sensibilità, sembrano andare proprio in questa direzione: raccontare il presente attraverso punti di vista personali, capaci di sorprendere e mettere in discussione le rappresentazioni più convenzionali. Perché prima di una serie, prima di un set e prima ancora di un pubblico, c’è sempre qualcuno che ha una storia da raccontare. E qualcuno che sceglie di darle una possibilità.
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