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Guillermo del Toro e Francesca Comencini raccontano Pinocchio alla Festa del Cinema di Roma

Pinocchio, il bambino del mondo, il documentario di Paolo Borraccetti, sarà presentato in anteprima mondiale il 24 ottobre al MAXXI. Un viaggio nell’immaginario globale nato dal personaggio di Carlo Collodi

ROMA – Da personaggio della letteratura italiana a figura capace di attraversare confini, epoche e culture. Pinocchio torna al centro del racconto cinematografico con Pinocchio, il bambino del mondo, il nuovo documentario diretto da Paolo Borraccetti, che sarà presentato in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma.

Il film sarà proiettato il 24 ottobre alle 21.30 al MAXXI, all’interno della sezione Freestyle Arts, nell’anno in cui ricorre il bicentenario della nascita di Carlo Collodi. Tra le voci coinvolte nel progetto ci sono anche Guillermo del Toro, che al burattino di Collodi ha dedicato la sua personale rilettura cinematografica, e Francesca Comencini.

Al centro del documentario c’è infatti la straordinaria capacità di Pinocchio di trasformarsi nel corso del tempo, adattandosi a contesti geografici, politici e artistici profondamente differenti. Dalla Disney all’Iran, passando per la Cina e l’Unione Sovietica, il personaggio nato dalla penna di Collodi diventa così il punto di partenza per ricostruire una storia che supera ampiamente i confini italiani.

Borraccetti compone questo percorso attraverso materiali d’archivio, molti dei quali inediti, e contributi di registi, artisti e studiosi provenienti da diverse parti del mondo, osservando le numerose vite assunte dal burattino nell’immaginario collettivo e il modo in cui ciascuna cultura lo ha reinterpretato.

A distinguere Pinocchio, il bambino del mondo è anche la scelta del punto di vista. A guidare il racconto è infatti lo stesso Pinocchio, che si rivolge direttamente allo spettatore e rompe la quarta parete. Dietro la maschera del celebre burattino c’è Amalia Ruocco, il cui corpo diventa parte di un dispositivo narrativo che rilegge il personaggio anche attraverso una prospettiva contemporanea.

A quasi centocinquant’anni dalla pubblicazione de Le avventure di Pinocchio, il documentario prova così a seguire le tracce lasciate dal personaggio di Collodi nel mondo, raccontando non soltanto la sua fortuna, ma soprattutto le continue metamorfosi che lo hanno reso un’icona capace di appartenere, ogni volta in modo diverso, a culture lontanissime tra loro.

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