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INTERVISTA | Margherita Ferrari e Gaia Ravina: «FÖA – C’era una volta il futuro», tra memoria, generazioni e cambiamento

La regista e la protagonista raccontano il film presentato ad Alice nella Città, che torna al G8 di Genova del 2001 per riflettere sul rapporto tra la grande Storia, le vicende personali e il futuro di una generazione.

ROMA – Una casa, quattro giovani e una città attraversata da uno dei momenti più drammatici della storia italiana recente. Presentato nella sezione Panorama Italia di Alice nella Città, nell’ambito della 21ª edizione della Festa del Cinema di Roma, FÖA – C’era una volta il futuro segna l’esordio alla regia di un lungometraggio di Margherita Ferrari, che sceglie di raccontare il G8 di Genova del 2001 attraverso una prospettiva intima e personale.

È il 20 luglio 2001. Nicole (Gaia Ravina) ha diciotto anni, è all’ottavo mese di gravidanza e si trova sola in casa mentre fuori infuriano le manifestazioni contro il vertice del G8. Quando apre la porta a tre giovani manifestanti in fuga, il mondo esterno irrompe improvvisamente nella sua quotidianità. Tra tensioni, paure e diffidenze, la convivenza forzata diventa un’occasione di incontro e trasformazione reciproca.

Lasciando il caos delle manifestazioni sullo sfondo, FÖA – C’era una volta il futuro esplora il rapporto tra la grande Storia e le vicende individuali, raccontando una generazione attraverso le sue paure, le sue contraddizioni e il desiderio di immaginare un futuro diverso.

Ai microfoni di Hot Corn, Margherita Ferrari e Gaia Ravina ci hanno raccontato la costruzione del film, il lavoro sul personaggio di Nicole e il significato di tornare oggi a un momento storico che ha segnato un’intera generazione. Una conversazione sulla memoria, sull’incontro tra mondi apparentemente lontani e su quel futuro che, venticinque anni dopo, continua a interrogarci.

Guarda qui la nostra intervista a Margherita Ferrari e Gaia Ravina, di Sara Scarsella.

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