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Venezia 83, Roberta Torre apre le Notti Veneziane con Scarpe rotte

Presentato alle Giornate degli Autori il film con Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, un racconto ambientato nella Roma della Seconda Guerra Mondiale tra memoria, legami e la capacità del sogno di resistere al caos.

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VENEZIA – È stato presentato oggi a Venezia Scarpe rotte di Roberta Torre, film d’apertura delle Notti Veneziane, la sezione delle Giornate degli Autori realizzata in accordo con Isola di Edipo.

Interpretato da Barbara Ronchi e Mersila Sokoli, il film racconta la storia di due donne e del loro legame, sullo sfondo della Roma durante la Seconda Guerra Mondiale. Al centro della narrazione ci sono la memoria, l’assenza e la capacità dell’immaginazione di creare uno spazio di resistenza di fronte al caos del mondo.

Roma, durante la guerra. Clara e Vera trascorrono le loro giornate in casa: bevono il tè, mettono in ordine e parlano. Parlano di ciò che è accaduto a entrambe, di chi non c’è più e di chi manca. Al centro dei loro discorsi tornano continuamente le scarpe, oggetti quotidiani che diventano un vero e proprio leitmotiv della storia. Le scarpe sono rotte, consumate, con spaccature e suole che si staccano. Non ce ne sono altre e bisogna quindi arrangiarsi, imparare ad accettarle e persino a esserne orgogliosi. In un tempo segnato dalla guerra, anche un dettaglio apparentemente banale può trasformarsi in un’occasione per immaginare un altro mondo.

Da qui nasce l’idea di organizzare un vero e proprio concorso di scarpe rotte, con tanto di giudice e concorrenti. Un gioco che diventa parte di una dimensione sospesa, nella quale il sogno riesce a prendere il posto della realtà e a tenere momentaneamente a bada il caos della Storia.

«Scarpe rotte è un film sul tempo e sulla Storia che lascia le sue tracce negli oggetti e nei corpi, sulla memoria come presenza viva e sui fantasmi di chi abbiamo amato come abitatori complici delle nostre giornate», racconta Roberta Torre.

Accanto alle due protagoniste, completano il cast Glen Blackhall, Diana Collepiccolo, Paola Giannetti, Tatiana Lepore, Alfonso Guadagnino, Michele Savoia e Rocco Castrocielo.

Il film è una produzione Faber Produzioni, Stemal Entertainment e Draka Production con Rai Cinema, prodotto da Donatella Palermo e Corrado Azzollini. Il soggetto è di Roberta Torre, mentre la sceneggiatura è firmata dalla regista insieme a Giorgio Vasta.

Alla fotografia torna Daniele Ciprì, storico collaboratore di Torre fin dal suo esordio con Tano da morire. Il montaggio è di Simona Paggi, i costumi di Erika Carretta, la scenografia di Luigi Bisceglia e il suono di Gianfranco Tortora.

Regista e autrice di cinema e teatro, Roberta Torre è una delle artiste più eclettiche del panorama italiano contemporaneo.

Ha esordito nel 1997 con Tano da morire, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha ottenuto il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima, il Premio della Settimana Internazionale della Critica e una Menzione Speciale FIPRESCI.

Da allora Torre ha sviluppato una ricerca personale attraverso generi e linguaggi differenti, dalla rilettura del musical alle opere sospese tra finzione e documentario. Tra i suoi film figurano Sud Side Stori, Angela, Mare Nero, I baci mai dati, Riccardo va all’inferno, Le Favolose e Mi fanno male i capelli, presentati nei principali festival internazionali, tra Venezia, Cannes, Locarno, Roma, IDFA, Tokyo e Outfest Los Angeles.

Parallelamente, la regista ha portato avanti una significativa attività teatrale, dedicata soprattutto alla riscrittura contemporanea dei classici. Dal 2025 è Direttrice Artistica del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento.

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