ROMA – In occasione della cerimonia di premiazione dei Nastri d’Argento, abbiamo incontrato Alessandro Mahmoud, in arte Mahmood, che ha ricevuto il riconoscimento per la Migliore Colonna Sonora grazie al suo lavoro per il film Le cose non dette di Gabriele Muccino. Ai microfoni di Hot Corn, il cantante ha raccontato il suo rapporto con il cinema e il significato di questo importante premio nella sua carriera
Per Mahmood si tratta di un traguardo particolarmente significativo, che segna una nuova tappa del suo percorso artistico. Dopo aver conquistato il pubblico e la critica nel panorama musicale italiano e internazionale, l’artista ha deciso di confrontarsi con un linguaggio diverso, mettendo la propria sensibilità al servizio delle immagini e della narrazione cinematografica. Un’esperienza che, come ha raccontato, gli ha permesso di esplorare nuove forme espressive e di avvicinarsi a un mondo che ha sempre osservato con interesse.
L’incontro con il cinema, inoltre, rappresenta per lui un’evoluzione naturale di un percorso artistico da sempre caratterizzato dalla contaminazione tra linguaggi diversi. Nei suoi lavori, infatti, la componente visiva ha sempre avuto un ruolo centrale, dai videoclip alle performance dal vivo, fino alla costruzione di un immaginario estetico riconoscibile e personale. Collaborare a un film gli ha offerto l’opportunità di ampliare ulteriormente questo dialogo tra musica e immagini.
Il riconoscimento assegnato dai Nastri d’Argento assume quindi un valore speciale non soltanto per il risultato raggiunto, ma anche perché arriva da una delle istituzioni più prestigiose del cinema italiano. Un premio che conferma la versatilità di Mahmood e la sua capacità di muoversi con naturalezza tra ambiti artistici differenti, mantenendo sempre una forte identità creativa.
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