ROMA – Noi di HotCorn siamo andati a intervistare Loretta Goggi per parlare de Il mio nemico immaginario. L’attrice ci ha raccontato cosa, secondo lei, gli adulti possano imparare dall’immaginazione dei più piccoli, parlando anche di suo nipote e di come un giovane possa aiutarti a guardare il mondo con maggiore attenzione, non più concentrata solo su se stessi. Goggi ha spiegato quanto si sia sentita bene dopo aver letto la sceneggiatura: erano due anni che non lavorava, ma quando ha scoperto questo ruolo ha capito che le avrebbe fatto bene, permettendole di non diventare troppo pragmatica o attaccata al lavoro, ma di ritagliarsi uno spazio dedicato al sogno e alla speranza. L’attrice ha parlato anche della regista Antonia Liskova, con la quale si è trovata molto bene: una donna che ha definito estremamente attenta e rigorosa, capace di mantenere sempre dolcezza. Infine, Goggi ha paragonato le emozioni provate per questo film a quelle vissute da bambina davanti a E.T.
Il mio nemico immaginario racconta la storia di Emma, una bambina di nove anni curiosa e fantasiosa, adora gli unicorni, le astronavi e gli alberi di Natale. Vive con la sua stravagante famiglia: la madre Sara, appassionata di gastronomia molecolare, l’arguta nonna Loredana e il severo padre Leo, insegnante di scienze preoccupato per il mondo fantastico in cui vive Emma. L’amico immaginario di Emma, Mojito, la aiuta a sfuggire alla realtà, ma i suoi genitori, sul punto di separarsi, faticano a capirla. Nel frattempo, ricompare Bob, l’amico immaginario dimenticato da Leo, che cerca di riallacciare i rapporti con lui prima di scomparire per sempre. La storia esplora il viaggio di Emma per trovare un equilibrio tra i suoi sogni, la realtà e le dinamiche della sua famiglia.
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