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Gli elefanti bianchi, Barbara Chichiarelli e Matteo Nicoletta: un viaggio nella memoria e nei legami familiari

Presentato ad Alice nella Città 2026, il cortometraggio di Maurizio Ravallese racconta il viaggio di due fratelli verso l’Abruzzo per disperdere le ceneri dei genitori. Un racconto intimo tra perdita, ricordi e immagini d’archivio.

ROMA – Ci sono viaggi che non servono soltanto a raggiungere una destinazione, ma soprattutto a ritrovare qualcosa che credevamo perduto. È da questa suggestione che prende forma Gli elefanti bianchi, il cortometraggio diretto da Maurizio Ravallese e presentato ad Alice nella Città 2026, con protagonisti Barbara Chichiarelli e Matteo Nicoletta.

Al centro del racconto ci sono un fratello e una sorella che si mettono in viaggio verso l’Abruzzo con un compito preciso: disperdere le ceneri dei genitori. Quello che potrebbe sembrare un semplice ultimo saluto diventa progressivamente un confronto con il passato, con i ricordi condivisi e con tutto ciò che, all’interno di una famiglia, spesso rimane inesprimibile.

Il film intreccia la dimensione della finzione con immagini d’archivio familiare, costruendo un racconto in cui la memoria assume un ruolo centrale. Non soltanto ciò che ricordiamo, ma anche il modo in cui quei ricordi continuano a influenzare il presente e i rapporti con le persone che ci sono rimaste accanto.

Barbara Chichiarelli e Matteo Nicoletta danno vita a due personaggi uniti da un legame profondo, ma chiamati a confrontarsi con il dolore della perdita e con la complessità dei sentimenti familiari. Un rapporto fatto di vicinanza, silenzi e fragilità, che trova nel viaggio l’occasione per affrontare ciò che è rimasto sospeso. Ai microfoni di Hot Corn, i protagonisti raccontano un progetto che attraverso una storia personale affronta temi universali: il lutto, l’identità, l’appartenenza e la necessità di fare pace con il proprio passato.

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