ROMA – Il mondo dello spettacolo piange la scomparsa di Peppino Mazzullo, venuto a mancare nella sua Messina pochi mesi dopo aver traguardato il secolo di vita. Nonostante l’esordio del celebre topo di spugna fosse stato affidato nel 1959 a Domenico Modugno e la staffetta sia poi proseguita con altri interpreti dal 2006, è stato proprio l’artista siciliano ad arricchire il personaggio ideato da Maria Perego di quelle sfumature, inflessioni e tonalità diventate iconiche per intere generazioni di spettatori.
Classe 1926, Mazzullo si era formato tra i prestigiosi atenei d’arte drammatica e cinematografica di Milano e Roma, intraprendendo fin da ragazzo una prolifica carriera sul palcoscenico. Oltre allo straordinario percorso da doppiatore, il pubblico della prima era televisiva lo ricorda anche con il proprio volto: interpretava infatti il simpatico scolaro Richetto nelle storiche edizioni dello Zecchino d’Oro accanto al Mago Zurlì di Cino Tortorella.
Negli ultimi anni della sua vita, rientrato nella propria terra d’origine, si era dedicato alla didattica teatrale fondando una scuola di recitazione. Capace di riprodurre con immutata brillantezza il timbro del suo bizzarro topo parlante anche nelle sue apparizioni più recenti, Mazzullo lascia in eredità un’impronta vocale indelebile nella storia della televisione e dell’immaginario collettivo italiano.
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