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Sandra Oh: «Un mio ritorno a Grey’s Anatomy? No, tendo proprio ad escluderlo»

A Cannes per presentare Killing Eve l’attrice smentisce il ritorno alla serie che l’ha resa celebre

Sandra Oh a Cannes per Killing Eve.

CANNES – L’impeccabile abito bianco di Sandra Oh fa da contrasto con la coloratissima personalità del suo nuovo alter ego televisivo. L’attrice canadese diventa infatti protagonista di Killing Eve, thriller di BBC America in anteprima mondiale al Cannes International Series Festival. Basata sul racconto di Luke Jennings e creata da Phoebe Waller-Bridge, la serie – già rinnovata per una seconda stagione – ruota attorno a due donne. Eve (Sandra Oh), un’impiegata dei servizi segreti inglesi, s’imbatte nella glaciale killer Villanelle (Jodie Comer). E dopo questo incontro nessuna delle due sarà più la stessa. Ma qui a Cannes a chi le chiede se ha intenzione di tornare per la puntata finale di Grey’s Anatomy risponde senza esitazione: «La mia risposta è no, dal momento che ora sono qui per Killing Eve». Che lo stetoscopio di Christina sia stato definitivamente appeso al chiodo? Così sembrerebbe.

Sandra Oh e Jodie Comer in una scena di Killing Eve.

KILLING EVE «Ho subito capito che come serie Killing Eve aveva qualcosa di speciale: sa trovare la voce delle donne e poi raccontarle con uno spirito nuovo e fresco. Le due protagoniste fanno parte di generazioni diverse: Eve, come me, è una donna di mezza età dalla vita ordinaria, mentre Villanelle è una giovane sempre in cerca di avventure. L’una ha bisogno dell’altra in maniera insospettabile».

JODIE COMER «Vederla all’opera m’ispira. E non solo perché ha un guardaroba invidiabile, ma perché parla diverse lingue e combina diverse abilità. Riesce a rappresentare l’intero ventaglio di emozioni. L’ho incontrata ai provini, dovevamo recitare insieme nove pagine di copione e ho visto in lei quello che cerco in un partner sul set. Il set è come una danza e devi sempre capire chi si trova sulla pista, chi conduce e chi ti rende un ballerino migliore. In Jodie ho trovato tutto questo».

Sandra Oh a Cannes con Jodie Comer e Phoebe Waller-Bridge.

LA CACCIA «Killing Eve non è una classica serie da caccia al topo, anzi le due protagoniste sono entrambe dei gatti. I loro mondi entrano in collisione, in maniera incredibile, quasi magica. È Villanelle che tira fuori la voglia di vivere di Eve, la sua vitalità, la sua energia: grazie a questa assassina scopre di essere impavida e anzi in questo la ammiro e vorrei essere un po’ più come lei. La guardo e mi emoziono: voglio capire cosa fa scattare in lei questo cambiamento».

I vecchi tempi: Sandra Oh in Grey’s Anatomy.

LA TELEVISIONE «La televisione? Offre maggior diversità rispetto al cinema. Mi riferisco soprattutto ai blockbuster, mentre le pellicole indie raccontano storie più universali – e necessarie – ma non tanto pubblico riesce poi a vederle. Le possibilità, quindi, sono scarse. Sul piccolo schermo invece c’è uno spazio più ampio per protagonisti meno stereotipati e provenienti da etnie diverse. In tv sono tutti benvenuti. Io per prima mi sono sentita benvenuta. E mi ci sento ancora».

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