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Donnie Darko | I viaggi nel tempo, Jake Gyllenhaal e il cult di Richard Kelly

Il dramma fantascientifico che ha lanciato la carriera dell’attore ed ha anticipato Interstellar

MILANO – Se siete stati adolescenti negli anni Duemila, è praticamente impossibile che vi siate persi Donnie Darko. Era il film di cui tutti parlavano. Era il cult che dovevi conoscere per non fare brutta figura alle feste. Era quel fantasy intricato con un certo Jake Gyllenhaal: cognome impronunciabile, attitudine da adolescente instabile e sguardo triste. Insomma la combinazione perfetta per smarcarsi dalla massa e finire sui poster nelle camerette delle ragazzine. Perché, a volte, la carriera di un sex symbol può nascere dalle profezie di un inquietante coniglio di nome Frank.

Jake Gyllenhaal, Jena Malone e il coniglio Frank in Donnie Darko

Ma facciamo un passo indietro per chi è troppo giovane o è troppo cresciuto per ricordare. Il film ci riporta nel 1988. Precisamente al 2 ottobre. In tv George H. W. Bush e Michael Dukakis si sfidano per la presidenza degli Stati Uniti. A casa Darko, tipica villetta della middleclass nella contea di Middlesex, Virginia, il normale corso degli eventi viene sconvolto quando il motore di un aereo precipita sull’abitazione. Ne escono miracolosamente illesi il capofamiglia Eddie, la moglie Rose e i loro tre figli Elizabeth (Maggie Gyllenhaal), Samantha e Donnie (Jake Gyllenhaal).

Il ventunenne Jake Gyllenhaal in una scena di Donnie Darko

Ed è proprio quest’ultimo a scampare veramente alla morte, quando la sua stanza viene colpita in pieno nell’incidente. È Donnie che ha delle visioni che riguardano uno spaventoso coniglio. È lui, adolescente problematico ai limiti della schizofrenia, a dover scongiurare la fine del mondo prevista fra 28 giorni 6 ore 42 minuti e 12 secondi. In mezzo ci sono le incomprensioni famigliari, i bulli della scuola, l’amore per un’altra outsider Gretchen (Jena Malone), i consigli degli unici insegnanti disposti ad ascoltarlo (Noah Wyle e Drew Barrymore, che è anche produttrice del film) ma anche il conformismo che genera mostri come Jim Cunningham (un sorprendente Patrick Swayze).

Jake Gyllenhaal con Drew Barrymore che è anche produttrice di Donnie Darko

Di fatto la forza del film (uscito nel 2001, rilanciato dalla Mostra di Venezia nel 2004 e ora disponibile anche in DVD e Blu-Ray sotto l’etichetta Midnight Classics di Koch Media) sta tutta nella capacità dell’allora esordiente Richard Kelly di raccontare l’adolescenza come un momento tetro, pieno di paure e dubbi lancinanti perché tutto sembra destinato a finire mentre davanti a te si apre la voragine del futuro.

Donnie Darko
Jake Gyllenhaal sul set con il regista Richard Kelly

Per uscirne ed evitare l’Apocalisse, Donnie seguirà le indicazioni contenute nel libro La filosofia dei viaggi nel tempo di Roberta Sparrow e sfrutterà la teoria dei wormhole, la stessa che molti anni più tardi ispirerà anche Interstellar di Christopher Nolan. Tutti gli altri, spettatori inclusi, resteranno lì a canticchiare le canzoni degli Echo & the Bunnymen, dei Joy Division e la malinconica Mad World, sapendo che Donnie Darko ha cambiato anche la loro vita.

  • Qui potete ascoltare la colonna sonora di Donnie Darko:

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